La fisioterapia su misura per il dolore lombare radicolare.
Nel mondo della riabilitazione ortopedica, esiste un principio fondamentale che guida ogni terapia di successo: “il paziente non è la sua risonanza magnetica”.
Questo concetto – ripreso con tutta la sua intensità dal Dott. Adriano Laurenti, fisioterapista relatore al Convegno “Il dolore lombo-sacrale e degli arti inferiori. Specialisti in campo per una strategia vincente” che si è svolto l’8 maggio scorso a Villa Maria – va tenuto in considerazione quando si affronta una delle problematiche più comuni e invalidanti in ambito clinico: la lombalgia associata a sintomi radicolari, comunemente nota come “lombo-sciatalgia” o “lombo-cruralgia”.
“Quando un paziente si presenta in studio con un dolore che si irradia lungo la gamba – ha precisato il Dott. Laurenti – spesso porta con sé una diagnosi medica ben precisa, come un’ernia del disco o una discopatia. Tuttavia, l’errore più grande che un fisioterapista possa commettere è standardizzare il trattamento basandosi solo sul nome della patologia”.
Per capire come la fisioterapia moderna differenzi il trattamento dalla diagnosi, Laurenti ha analizzato il parallelismo tra due casi clinici reali in cui, nonostante l’esito radiologico sovrapponibile, la valutazione fisioterapica e il quadro clinico dei due pazienti hanno rilevato due realtà completamente diverse.
Oltre la diagnosi: la costruzione del piano riabilitativo ad hoc.
“Se applicassimo un protocollo standardizzato per la lombalgia radicolare rischieremmo di far stare meglio un paziente e peggiorare drasticamente l’altro – ha precisato l’esperto -. Ed è qui che l’aspetto riabilitativo si distacca dalla diagnosi per concentrarsi sulla valutazione clinica e funzionale del soggetto”. Pertanto il Il piano terapeutico va costruito su misura.
L’esempio ha messo in evidenza come la diagnosi medica dice “cosa ha il paziente”, ma solo la valutazione fisioterapica ci dice “come quel problema si manifesta nel corpo e nella vita quotidiana” di quella specifica persona.
Non esistono protocolli universali validi per tutti.
La fisioterapia efficace – si è sintetizzato nelle conclusioni – è quella che rifiuta le “ricette pregenerate” e sceglie di costruire un piano riabilitativo ad hoc, basato sull’ascolto, sui test di movimento e sul rispetto dell’individualità clinica. Solo così è possibile trasformare un percorso di cura in una guarigione concreta e duratura.
Il Dott. Adriano Laurenti intervistato in occasione del Convegno “Il dolore lombo-sacrale e degli arti inferiori. Specialisti in campo per una strategia vincente” che si è svolto l’8 maggio scorso a Villa Maria.
Domenico Chiericozzi © RIPRODUZIONE RISERVATA