Quando il corpo diventa un campo di battaglia.
I numeri disegnano il profilo di un’epidemia silenziosa. In Italia, sono oltre tre milioni le persone che soffrono di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). Quello che un tempo veniva erroneamente considerato un capriccio adolescenziale o una questione di pura estetica, è oggi riconosciuto dall’OMS come una delle sfide di salute pubblica più complesse e urgenti a livello globale.
Se i dati pre-Covid erano già preoccupanti, lo scenario post-pandemico è critico. Si registra un incremento dei casi tra il 30% e il 35%, con un fenomeno ancora più allarmante: l’abbassamento dell’età di insorgenza.
I disturbi iniziano a manifestarsi sempre più precocemente, colpendo bambini e pre-adolescenti in una fase delicatissima dello sviluppo.
I disturbi alimentari non sono solo legati al cibo, ma sono disturbi mentali complessi, spiegano gli esperti. Sono il segnale di un disagio profondo che attacca il corpo perché non trova altre vie di espressione.
Non è solo "una cosa da ragazze".
Un pregiudizio duro a morire è che i DNA riguardino solo il genere femminile. I dati attuali smentiscono questo stereotipo: il disturbo attraversa generi, età e background culturali. Negli ultimi anni, la percentuale di uomini che manifestano comportamenti disfunzionali legati al peso e all’immagine corporea è in costante aumento, confermando che il corpo è diventato, per tutti, il luogo dove si proietta l’insicurezza e il senso di inadeguatezza.
Al centro del problema c’è il rapporto distorto con lo specchio, esasperato dai modelli estetici rigidi e spesso irreali proposti dai social media. Molti adolescenti oggi derivano la propria autostima esclusivamente dall’apparenza, percependo ogni piccola imperfezione come un fallimento personale.
A complicare il quadro interviene lo stigma: la vergogna di soffrire di una patologia psichica e il timore del giudizio altrui spingono molte persone a nascondersi, ritardando la richiesta di aiuto.
La prevenzione: cambiare prospettiva
Prevenire non significa evitare le difficoltà, ma fornire ai giovani gli strumenti per affrontarle. La nuova campagna istituzionale 2026 del Ministero della Salute punta su un messaggio chiaro e potente: “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”.
Cosa sono i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA)
I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono patologie psichiche complesse che vanno ben oltre il semplice rapporto con il cibo. Si manifestano attraverso comportamenti alimentari disfunzionali, una percezione alterata del proprio corpo e bassi livelli di autostima, spesso in comorbidità con ansia e disturbi dell’umore.
I punti fondamentali da conoscere:
- Contrariamente ai luoghi comuni, il sottopeso non è l’unico segnale. I DNA colpiscono anche persone normopeso o in sovrappeso; la gravità risiede nella compromissione della salute fisica e mentale, non solo nel numero sulla bilancia.
- Se non trattati, possono causare danni permanenti a tutti gli organi (cuore, ossa, sistema nervoso) e presentano tassi di mortalità allarmanti: l’anoressia nervosa, ad esempio, ha una mortalità fino a 10 volte superiore rispetto alla popolazione sana.
- Si assiste a un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza (infanzia e preadolescenza). Un esordio precoce è particolarmente pericoloso poiché interferisce con lo sviluppo biologico e psicologico ancora in corso.
Data la natura multidisciplinare del disturbo, il trattamento richiede una collaborazione stretta tra psichiatri, pediatri, psicologi e nutrizionisti.
Per mantenere alta l’attenzione sul tema, il 15 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla. (D.C.)
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